ADUC
ADUC SOS ONLINE
Associazione Utenti e Consumatori APS
Menu
Hai un problema con banca, multe, bollette o contratti?
Gli esperti ADUC rispondono alle domande sui diritti dei consumatori.
Chiedi aiuto all'ADUC
Naviga per tema
Tutte le categorieACQUISTI: REGOLE, DIRITTI, INCENTIVI E GARANZIEAMBIENTEANIMALIASSICURAZIONIAUTO, MOTO, BICICONTRATTIDIRITTI DEL DISABILEGIUSTIZIAIMMIGRAZIONEIMMOBILITASSE E TRIBUTIPRIVACYRAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONEPATRIMONIO E INVESTIMENTI, BANCHESALUTEVIAGGI, VACANZE E TEMPO LIBEROUTENZE E SERVIZIFAMIGLIA
Assicurazione obbligatoria, liquidazione sinistri
Codice della strada, multe, ricorsi
Acquisto, noleggio, vendita e incentivi
Patente e pratiche connesse
Proprietà, acquisto, ristrutturazioni
Affitto e comodato
Condominio
Energia (gas e elettricità)
Acqua
TV, telefonia, internet
Servizi postali
Trasporti
Guide pratiche Tutte le schede → Casa green: Ape, caldaie, efficienza energetica e incentivi Canone RAI: esenzione e rimborso per gli ultra 75enni Visite mediche private e intramoenia: una guida Privacy: le regole specifiche (settore giudiziario, sanitario, amministrativo, telecomunicazioni) Privacy: le regole specifiche (settore giudiziario, sanitario, amministrativo, telecomunicazioni)
Ultime lettere pubblicate Tutte →
Passa sopra per fermare lo scorrimento
libretto di risparmio 03/04/2026 Contratto di affitto e pagamenti utenze 02/04/2026 Contratto di affitto e pagamenti utenze 02/04/2026 buono postale del 1954 02/04/2026 Problemi condominiali 31/03/2026 Problemi condominiali 31/03/2026 denuncia consob 30/03/2026 Modifica unilaterale termini di servizio Starlink 30/03/2026 buono postale 29/03/2026 Problema canone tv 29/03/2026 Problema canone tv 29/03/2026 Raccomandata ASL/RSA per retta a carico della famiglia 27/03/2026 problema con buoni fruttiferi 27/03/2026 Problema con esenzione canone tv 27/03/2026 Problema con esenzione canone tv 27/03/2026 Mia contestazione a Assicurazioni Generali 25/03/2026 Polizze Vita Cardiff Ramo 1 24/03/2026 Discriminazione per disabile 24/03/2026 cessazione linea telefonica per passaggio ad altro operatore 22/03/2026 cessazione linea telefonica per passaggio ad altro operatore 22/03/2026 libretto di risparmio 03/04/2026 Contratto di affitto e pagamenti utenze 02/04/2026 Contratto di affitto e pagamenti utenze 02/04/2026 buono postale del 1954 02/04/2026 Problemi condominiali 31/03/2026 Problemi condominiali 31/03/2026 denuncia consob 30/03/2026 Modifica unilaterale termini di servizio Starlink 30/03/2026 buono postale 29/03/2026 Problema canone tv 29/03/2026 Problema canone tv 29/03/2026 Raccomandata ASL/RSA per retta a carico della famiglia 27/03/2026 problema con buoni fruttiferi 27/03/2026 Problema con esenzione canone tv 27/03/2026 Problema con esenzione canone tv 27/03/2026 Mia contestazione a Assicurazioni Generali 25/03/2026 Polizze Vita Cardiff Ramo 1 24/03/2026 Discriminazione per disabile 24/03/2026 cessazione linea telefonica per passaggio ad altro operatore 22/03/2026 cessazione linea telefonica per passaggio ad altro operatore 22/03/2026
Tutte le lettere →
Domande frequenti
Tutte le categorieACQUISTI: GARANZIA, DIRITTO DI RECESSO, DANNIDISSERVIZI PUBBLICI (POSTA, TRASPORTI, ETC.)FORNITURA DI ACQUA, ELETTRICITÀ, GAS, ECC.IMMOBILI, CONDOMINIO, MUTUIPROBLEMI DI TELEFONIA, FIBRA E CONNESSIONE INTERNETTELEVISIONE (CANONE RAI, SATELLITE, ECC.)VIAGGI, VACANZE, BIGLIETTI AEREIVIOLAZIONI DEL CODICE DELLA STRADA
Cos'è la garanzia legale e come posso usarla?
Quando acquisti un prodotto hai diritto a due tipi di garanzia:

1. La garanzia legale (o del venditore) — è quella che conta di più per te. È prevista per legge, dura due anni dalla consegna del bene e si rivolge a tutti i consumatori privati. Per ottenerla basta contattare il venditore, non il produttore. Copre qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna e si applica anche ai contenuti e servizi digitali (app, software, e-book, servizi cloud). Riferimento: artt. 128-135 septies del Codice del Consumo (modificati dal D.Lgs. 170/2021).

2. La garanzia convenzionale (o del produttore) — è un vantaggio aggiuntivo che il produttore offre in più rispetto a quella legale, mai in sostituzione. Non è obbligatoria per legge, quindi occorre leggere le condizioni nella confezione per sapere cosa prevede. Per usarla ci si rivolge ai centri di assistenza del produttore.

Il nostro consiglio: rivolgiti sempre prima al venditore per esercitare la garanzia legale — è la tutela più solida e non può essere limitata contrattualmente. Leggi la nostra scheda pratica sulla garanzia legale.
A chi mi rivolgo per la riparazione: al venditore o al centro assistenza del produttore?
Ti consigliamo di rivolgerti sempre al venditore, così puoi avvalerti della garanzia legale di due anni, che è la tutela più completa.

Se invece preferisci rivolgerti al centro assistenza del produttore, stai usando la garanzia convenzionale, che non è regolata dalla legge: le condizioni possono variare moltissimo, quindi leggi con attenzione il contratto di garanzia presente nella confezione.
Il mio bene è in riparazione da troppo tempo: che faccio?
La risposta dipende da chi si occupa della riparazione.

Hai contattato il venditore (garanzia legale): la legge prevede che la riparazione avvenga in "tempi congrui". Se i tempi si allungano senza motivo, mandagli una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora fissando una data precisa per la restituzione. Se non rispetta il termine, hai diritto alla sostituzione del bene o al rimborso.

Hai contattato il centro assistenza (garanzia convenzionale): fai riferimento alle condizioni contrattuali del produttore e, se necessario, fai valere i tuoi diritti con una lettera di messa in mora.
Le riparazioni eseguite in garanzia hanno a loro volta una garanzia?
Le riparazioni (e i pezzi di ricambio sostituiti) effettuate durante il periodo di garanzia legale non fanno ripartire un nuovo biennio di garanzia: il termine originale di due anni dall'acquisto continua a decorrere. Fa eccezione il caso in cui la riparazione venga eseguita dopo la scadenza della garanzia: in quel caso il pezzo sostituito gode di una nuova garanzia biennale dalla data di consegna o installazione.
Posso chiedere i danni per una riparazione troppo lunga?
Sì. Se ti sei rivolto al venditore (garanzia legale) e la riparazione non avviene in tempi congrui, puoi richiedere il risarcimento dei danni subiti — disagi, spese sostenute per fare a meno del bene, ecc. — con una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora.

Se invece ti sei rivolto al centro assistenza del produttore, fai riferimento alle condizioni contrattuali della garanzia convenzionale.
Posso chiedere la sostituzione o il rimborso per un bene che non funziona?
Sì, se stai utilizzando la garanzia legale (rivolgendoti al venditore). In caso di difetto di conformità, sei tu a scegliere se vuoi la riparazione o la sostituzione del bene — il venditore non può importi la soluzione che preferisce lui, a meno che quella da te scelta sia impossibile o eccessivamente onerosa.

Se la riparazione o la sostituzione non sono praticabili, o se si è già tentata una riparazione senza successo, hai diritto a una riduzione proporzionale del prezzo oppure alla risoluzione del contratto (cioè al rimborso di quanto pagato).

Fai valere i tuoi diritti con una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora.
Ho aperto la confezione e il prodotto era già rotto: chi deve dimostrare cosa?
Il Codice del Consumo ti offre una protezione importante sull'onere della prova, che funziona così:

— Se il difetto si manifesta entro 12 mesi dalla consegna, si presume che esistesse già al momento dell'acquisto. È il venditore a dover dimostrare il contrario — e non è facile.
— Se il difetto si manifesta dopo i 12 mesi (ma entro i 24 della garanzia legale), tocca invece a te dimostrare che il difetto preesisteva alla consegna.

Se il bene è stato spedito, il venditore risponde anche dei danni avvenuti durante il trasporto.

Puoi quindi chiedere al venditore riparazione o sostituzione in tempi congrui, anche con una lettera di messa in mora. Se il venditore continua a negare il difetto originario, puoi rivolgerti al giudice di pace.
Il centro assistenza mi ha detto che la garanzia non vale perché il prodotto è "di importazione": è vero?
Dipende dal tipo di garanzia. Per la garanzia convenzionale del produttore, controlla le condizioni nella confezione: se esclude i beni di importazione, il centro assistenza ha ragione su quel punto.

Ma attenzione: questo non ti impedisce di esercitare la garanzia legale di due anni rivolgendoti al venditore, che non fa alcuna distinzione tra prodotti nazionali e di importazione. Contatta il venditore con una lettera di messa in mora.
Ho comprato un bene ma voglio restituirlo o cambiarlo: posso farlo?
Dipende da dove e come hai acquistato.

Acquisto online o fuori dai locali commerciali (telefono, porta a porta, ecc.): hai diritto di recedere senza motivi entro 14 giorni di calendario dalla ricezione del bene. Se il venditore non ti ha informato di questo diritto, il termine si allunga a 12 mesi e 14 giorni. Per i contratti conclusi durante visite a domicilio non richieste il termine è di 30 giorni.

Acquisto in negozio fisico: non esiste un diritto al recesso previsto dalla legge. Il venditore può offrire il cambio o il rimborso come scelta commerciale, ma non è obbligato.

Leggi la nostra scheda completa sul diritto di recesso.
Il prodotto era difettoso e ha causato danni a cose o persone: ho diritto al risarcimento?
Sì. Se un prodotto difettoso causa danni a persone o ad altre cose, hai diritto al risarcimento da parte del produttore (o dell'importatore, se il produttore è fuori dall'UE) entro dieci anni dalla consegna. Un prodotto si considera "difettoso" quando non offre la sicurezza che ci si può ragionevolmente aspettare.

Per i danni alle cose, il danno deve superare la soglia di 500 euro per poter chiedere il risarcimento. Hai tre anni dall'individuazione del danno per agire: manda una lettera di messa in mora al responsabile.

Riferimento normativo: Codice del Consumo, artt. 114-127.
Ho comprato su Amazon (o su un altro marketplace) da un venditore cinese: ho la garanzia legale?
Dipende da come è strutturata la vendita, ed è un punto su cui molti consumatori si trovano sorpresi.

Se il marketplace stesso (es. Amazon con prodotti venduti e spediti da Amazon) è il venditore, la garanzia legale di due anni si applica normalmente e puoi rivolgerti direttamente alla piattaforma.

Se invece il prodotto è venduto da un venditore terzo che opera sul marketplace — spesso con sede in Cina o fuori dall'UE — la situazione è più complicata. In teoria la garanzia legale si applica ancora, ma far valere i propri diritti nei confronti di un venditore straniero senza presenza fisica in Italia è molto difficile in pratica.

Il nostro consiglio:
— Prima di acquistare da venditori extra-UE, verifica sempre se il marketplace si assume responsabilità diretta per i difetti.
— In caso di problema, contatta prima il marketplace chiedendo la mediazione: molte piattaforme (Amazon, eBay, ecc.) hanno policy di rimborso proprie che in pratica offrono tutele simili alla garanzia legale.
— Conserva sempre la conferma d'ordine e la ricevuta di pagamento: sono le tue prove d'acquisto.

Per verificare la reputazione di un venditore online e segnalare truffe puoi consultare il portale Commissariato di PS online e il sito dell'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato).
Ho sentito parlare del "diritto alla riparazione": di cosa si tratta?
Dal 2024 è in vigore la Direttiva UE 2024/1799 (Right to Repair), che l'Italia dovrà recepire entro luglio 2026. In pratica introduce nuovi obblighi per i produttori di alcune categorie di beni (smartphone, tablet, laptop, elettrodomestici, ecc.):

— i produttori devono garantire la disponibilità di pezzi di ricambio e strumenti di riparazione per almeno 5-10 anni dopo la messa in commercio del prodotto;
— non possono usare tecniche software o hardware per ostacolare le riparazioni indipendenti;
— i consumatori hanno diritto di scegliere riparatori indipendenti (non solo i centri ufficiali) senza perdere la garanzia convenzionale.

Questa normativa si aggiunge alla garanzia legale già esistente: non la sostituisce, ma la rafforza specialmente per i prodotti tecnologici. Tieni d'occhio il recepimento italiano, che potrebbe introdurre tutele aggiuntive. Puoi seguire gli aggiornamenti sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
Non mi consegnano regolarmente la posta: cosa posso fare?
Puoi farti valere inviando una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora al tuo ufficio postale, sollecitando la regolare consegna e chiedendo il risarcimento degli eventuali danni subiti.

In parallelo — anche insieme ad altri residenti nella stessa zona — puoi presentare un esposto in Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio.
Ho acquistato un bene online ma non è mai arrivato: mi rifaccio con il venditore o con il corriere?
Rivolgiti al venditore. In linea generale, solo il mittente (cioè il venditore) può agire ufficialmente nei confronti del corriere a cui ha affidato il pacco. Se non hai ricevuto la merce, manda al venditore una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora intimandogli di provvedere alla riconsegna o di aprire immediatamente un'indagine sul pacco smarrito.

Ricorda: per gli acquisti online, se il venditore è responsabile della spedizione, risponde anche degli eventuali danni durante il trasporto.
Il treno è arrivato in ritardo: ho diritto a un rimborso?
Sì. Si applica il Regolamento UE 2021/782 (in vigore dal 7 giugno 2023), che stabilisce indennizzi minimi obbligatori per tutti i vettori ferroviari europei, incluse Trenitalia e Italo:

— ritardo tra 60 e 119 minuti: indennizzo pari al 25% del prezzo del biglietto;
— ritardo di 120 minuti o più: indennizzo pari al 50% del prezzo del biglietto.

Attenzione: se il ritardo è causato da circostanze eccezionali (maltempo estremo, gravi calamità naturali, gravi crisi sanitarie o comportamento di terzi), il vettore può essere esonerato dall'indennizzo. Gli scioperi del personale ferroviario, però, non rientrano tra queste eccezioni: in quel caso l'indennizzo è comunque dovuto.

Hai 3 mesi dalla data del viaggio per presentare il reclamo al vettore. Se non ottieni risposta soddisfacente, puoi inviare una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora e, in caso di mancato accordo, rivolgerti all'Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART).
Sul treno l'aria condizionata non funzionava: posso chiedere un rimborso?
Sì. Il vettore è tenuto a garantire il servizio promesso. Se il disagio ha reso il viaggio sensibilmente peggiore di quanto atteso, puoi chiedere un rimborso parziale o un indennizzo. Verifica le condizioni del tuo biglietto (le politiche possono variare tra Trenitalia, Italo e altri operatori) e, se non ottieni risposta soddisfacente, invia una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora quantificando il danno subito.
Ho comprato un biglietto del treno ma non posso più usarlo: posso avere il rimborso?
Dipende dal tipo di biglietto acquistato. Il Regolamento UE 2021/782 prevede che, in caso di cancellazione o ritardo superiore a 60 minuti da parte del vettore, tu possa rinunciare al viaggio e ottenere il rimborso integrale del biglietto. Per le rinunce volontarie invece si applicano le condizioni tariffarie del biglietto: controlla sul sito del tuo operatore ferroviario (Trenitalia, Italo, ecc.) le regole per rimborso e cambio del tuo specifico titolo di viaggio.
Dove trovo le condizioni contrattuali della mia fornitura di energia elettrica?
Le condizioni generali del tuo contratto ti devono essere consegnate dal venditore all'atto della firma. Puoi trovarle anche sul sito del tuo fornitore e sul portale di ARERA (www.arera.it). Per approfondire, leggi la nostra scheda pratica.
Sono ancora nel mercato tutelato? E cosa cambia adesso?
Il mercato di maggior tutela per l'energia elettrica è terminato per i clienti domestici non vulnerabili: dal 1° luglio 2024 è partita la cosiddetta Tutela Graduale, un regime transitorio gestito da fornitori selezionati tramite gara, con prezzi più bassi della precedente maggior tutela ma non negoziabili. La Tutela Graduale non è permanente: ha una durata limitata, dopo la quale i clienti dovranno scegliere un fornitore nel mercato libero.

Se sei ancora in Tutela Graduale, non devi fare nulla nell'immediato, ma è il momento giusto per confrontare le offerte del mercato libero. Puoi farlo gratuitamente sul Portale Offerte di ARERA, che è lo strumento ufficiale e indipendente per il confronto. Per capire a quale regime appartieni, controlla la tua bolletta: il fornitore e il tipo di mercato sono indicati in prima pagina.

I clienti vulnerabili (anziani over 75, titolari di bonus energia, persone con disabilità grave, ecc.) continuano a ricevere il servizio a condizioni protette senza scadenza. Verifica se hai diritto a questa tutela sul sito di ARERA.
Un blackout o uno sbalzo di tensione mi ha rovinato gli elettrodomestici: che faccio?
Agisci subito: hai tempo massimo 8 giorni dall'evento per inviare una formale contestazione al tuo distributore di rete elettrica (non al venditore commerciale dell'energia) tramite lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora.

Nella lettera:
— descrivi il danno e la data/ora dell'evento;
— allega i preventivi di riparazione o sostituzione;
— documenta l'origine del guasto (se necessario, fatti aiutare da un tecnico di fiducia);
— intima il rimborso entro 30 giorni, avvisando che in caso contrario ti rivolgerai al giudice di pace.
Ho un contatore digitale ma mi continuano ad arrivare bollette su consumi "presunti": è normale?
Purtroppo sì, in parte. Non tutti i contatori di nuova generazione sono ancora collegati perfettamente al sistema di lettura automatica. Se ricevi fatture su consumi stimati che non corrispondono alla realtà, intima al tuo fornitore di ricalcolare la bolletta in base all'autolettura del contatore (che puoi comunicare tu stesso) con una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora. Indica il valore dell'autolettura nella lettera stessa.
Mi è arrivata una bolletta per consumi di anni fa: devo pagarla?
Dipende da quando risalgono i consumi. Dal 2018 (energia elettrica e gas) e dal 2020 (acqua) vige la prescrizione biennale: il fornitore non può chiederti di pagare consumi fatturati con più di due anni di ritardo. Puoi eccepire la prescrizione e rifiutare il pagamento per quella parte.

Se la bolletta contiene importi prescritti, il fornitore è obbligato per legge a evidenziartelo chiaramente e ad allegare un modulo apposito per dichiarare che intendi eccepire la prescrizione. Compilalo e invialo al fornitore.

Attenzione: la prescrizione non matura se nel frattempo hai ricevuto una raccomandata di sollecito (che interrompe i termini). Quando la richiesta è legittima, il fornitore non può aggiungere interessi di mora o penali per il ritardo nella fatturazione — se non ha letto il contatore per tempo, il problema è suo.

Per approfondire: la nostra scheda sulla prescrizione.
Penso che il mio contatore non funzioni bene: cosa faccio?
Chiedi al gestore della rete di verificarne il corretto funzionamento, possibilmente con una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora.

Se il gestore sostiene che il contatore funziona ma tu non sei convinto, fai effettuare una perizia da un tecnico di tua fiducia. Se la perizia scritta conferma il malfunzionamento, chiedi al gestore di rettificare le bollette passate e di emettere una nota di credito per la differenza, sempre tramite lettera formale.
Mi è arrivato un conguaglio salato che non riesco a pagare in una volta sola: posso chiedere la rateizzazione?
Sì, ma solo se previsto nel tuo contratto di fornitura o se sei in un regime protetto. Fai la richiesta direttamente al tuo fornitore tramite lettera raccomandata a/r o PEC. Alcune categorie di clienti vulnerabili hanno diritto alla rateizzazione per legge: verifica sul sito di ARERA se sei tra questi.
Il gestore è obbligato a leggere il contatore ogni anno?
La lettura del contatore è un obbligo condiviso tra gestore e utente. Alcuni fornitori (come Enel) hanno obblighi contrattuali in merito, ma non sempre è prevista una penale in caso di mancata lettura. In ogni caso, se il fornitore ti chiede un conguaglio per gli anni passati, non può aggiungere interessi, more o penali di alcun tipo: i ritardi nella fatturazione sono colpa sua, non tua. E ricorda la prescrizione biennale sui consumi (vedi risposta precedente).
Chi paga per una perdita d'acqua: io o il gestore?
La regola è semplice:

— perdita a monte del contatore: spese e riparazione a carico del gestore;
— perdita a valle del contatore (dal contatore ai tuoi rubinetti): spese a tuo carico.

Controlla comunque il tuo contratto per sapere se sei coperto da un'assicurazione contro le perdite occulte.
Enel mi chiede i dati catastali e il codice fiscale: sono obbligato a fornirli?
Sì, è obbligatorio. La legge obbliga i gestori di servizi di pubblica utilità (gas, acqua, energia ecc.) a comunicare all'Anagrafe Tributaria i dati degli intestatari delle utenze. L'obbligo vale sia per i proprietari che per gli utilizzatori a diverso titolo (inquilini, usufruttuari, ecc.). Se non rispondi entro i 20 giorni indicati nella comunicazione, rischi una sanzione dell'Agenzia delle Entrate.
Come devo fare la revisione della caldaia?
Le regole sulla manutenzione obbligatoria degli impianti termici variano per regione. Leggi la nostra scheda di riferimento e verifica gli aggiornamenti sul sito della tua Regione o del tuo Comune, che possono avere requisiti specifici.
Come posso usufruire delle detrazioni fiscali per la ristrutturazione casa?
Le agevolazioni fiscali per la ristrutturazione cambiano spesso con le leggi di bilancio annuali: è fondamentale verificare le percentuali e i massimali aggiornati sul sito dell'Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) prima di avviare i lavori. Per una panoramica di base, leggi la nostra scheda pratica.
Ho fatto lavori con il Superbonus o un altro bonus edilizio: ho problemi con la ditta o con la cessione del credito. Cosa faccio?
È un tema che riguarda molti proprietari di casa in questo periodo. Le situazioni problematiche più frequenti sono due:

Problemi con la ditta esecutrice (lavori non finiti, vizi, importi contestati): hai gli stessi strumenti di tutela di qualunque appalto privato. Raccogli tutta la documentazione, fai periziare i lavori da un tecnico di tua fiducia e intima alla ditta di rimediare con una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora. Se non ottieni risposta, valuta il ricorso al giudice (per importi rilevanti, con l'assistenza di un avvocato).

Problemi con la cessione del credito o lo sconto in fattura (il credito non è stato accettato, è bloccato, o ti vengono chiesti soldi indietro): la situazione normativa ha subito molte modifiche e può essere molto complessa caso per caso. Ti consigliamo di consultare un commercialista o un legale specializzato e di verificare le istruzioni aggiornate sul sito dell'Agenzia delle Entrate e dell'ENEA.
Quando posso usufruire delle agevolazioni "prima casa"?
Leggi la nostra scheda pratica sulle agevolazioni prima casa e verifica le condizioni aggiornate sul sito dell'Agenzia delle Entrate, poiché i requisiti possono variare.
Voglio acquistare o vendere una multiproprietà: cosa devo sapere?
Leggi la nostra scheda sulla multiproprietà. Ti consigliamo di farla leggere anche a un legale prima di firmare qualsiasi contratto.
Un condomino occupa abusivamente una parte del cortile condominiale: come riappropriarmi degli spazi comuni?
I contratti di affitto sono regolati dalla legge?
Sì, in modo molto preciso. Leggi la nostra guida completa ai contratti di affitto.
Affitto breve, Airbnb, case vacanza: ho diritti come ospite o obblighi come host?
Il settore degli affitti brevi è in continua evoluzione normativa. Ecco i punti principali:

Se sei ospite e l'alloggio non corrisponde all'annuncio (mancanza di servizi, sporcizia, struttura diversa da quella pubblicizzata), hai diritto a un rimborso parziale o alla cancellazione senza penali. Documentare tutto con foto appena arrivi è fondamentale. Le piattaforme come Airbnb hanno procedure interne di reclamo: usale entro i termini indicati nei termini di servizio (di solito entro 24-72 ore dall'arrivo). In caso di insoddisfazione, puoi poi inviare una lettera di messa in mora al proprietario.

Se sei host: le regole su registrazione, tassa di soggiorno, cedolare secca e limiti di giorni affittabili variano molto da Comune a Comune. Dal 2024 è obbligatorio il Codice Identificativo Nazionale (CIN) per tutti gli immobili destinati ad affitti brevi, da esporre nell'annuncio e sulla struttura. Puoi richiederlo sul portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Controlla anche le ordinanze del tuo Comune, che possono porre ulteriori restrizioni.
L'amministratore non fa il suo dovere: possiamo revocarlo?
Sì, l'assemblea condominiale può revocare l'amministratore. Leggi la nostra scheda su compiti e revoca dell'amministratore.
Quando può essere annullata una delibera condominiale?
Quali spese spettano all'inquilino e quali al proprietario?
Dove trovo altri approfondimenti sul condominio?
Nella nostra rubrica IL CONDOMINIO, dove trovi risposte su assemblee, millesimi, spese, rumori e molto altro.
Voglio rinegoziare o trasferire il mutuo: cosa posso fare?
Hai il diritto di rinegoziare le condizioni del mutuo con la tua banca o di trasferirlo a un altro istituto (portabilità del mutuo) senza spese. Per informazioni aggiornate sulle modalità e i costi, consulta il sito dell'ABI (www.abi.it) e di Banca d'Italia (www.bancaditalia.it), che pubblicano guide pratiche per i consumatori.
Ho segnalato un guasto (linea fissa o connessione internet) ma non intervengono: cosa faccio?
Insistere con il call center raramente porta risultati. Agisci su due fronti:

1. Invia una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora al gestore, fissando un termine preciso per il ripristino e chiedendo il risarcimento dei danni subiti.
2. Presenta una segnalazione all'AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni).

Se il gestore non risponde positivamente, devi prima tentare la conciliazione obbligatoria presso il Co.Re.Com della tua Regione (puoi anche chiedere un provvedimento urgente). Se entro 30 giorni dalla richiesta la conciliazione non si conclude, puoi:
— presentare istanza di definizione della controversia ad AGCOM o al tuo Co.Re.Com;
— oppure citare il gestore direttamente al giudice di pace (senza avvocato per importi sotto i 1.000 euro, consigliato quando vuoi un cospicuo risarcimento).
Ho cambiato gestore ma mi arrivano bollette da entrambi: cosa faccio?
Se hai usato la procedura di migrazione e il nuovo gestore eroga già il servizio, non pagare le fatture del vecchio gestore relative ai periodi successivi alla migrazione. Invia una lettera raccomandata a/r o PEC di diffida a entrambi i gestori e fai una segnalazione ad AGCOM.

Ricorda: la migrazione trasferisce tutti i servizi (voce, dati, ecc.): il vecchio gestore non può pretendere di essere pagato per nessuno di essi dopo la data di migrazione.
Ho chiesto la portabilità del numero di cellulare ma non si sblocca nulla: cosa faccio?
È un problema frequente. Il consiglio è di agire su entrambi i fronti contemporaneamente:

— al vecchio gestore: chiedi il rilascio immediato del numero con una lettera di messa in mora;
— al nuovo gestore: chiedi l'attivazione immediata con la stessa procedura.

Segnala anche ad AGCOM. Se non si risolve, procedi con la conciliazione al Co.Re.Com (vedi risposta precedente).
Nella bolletta trovo addebiti per chiamate o connessioni che non ho mai fatto (899, numeri satellitari, ecc.): cosa faccio?
Ho richiesto la tariffa flat per internet ma mi addebitano i consumi a misura: come contesto?
Chiedi al gestore di applicare la tariffa flat retroattivamente anche alle bollette già emesse, con una lettera di messa in mora. Una volta aperta la contestazione, puoi sospendere il pagamento della parte addebitata in modo errato.

Segnala anche ad AGCOM. Se non ottieni risposta, procedi con la conciliazione al Co.Re.Com.
Avevo chiesto che il mio numero non apparisse nell'elenco telefonico, ma c'è ancora: cosa faccio?
Per gli elenchi già distribuiti non è possibile intervenire retroattivamente. Puoi però chiedere al gestore un risarcimento del danno (da dettagliare) e la rimozione del tuo numero da tutti gli elenchi ancora modificabili (online, ecc.), con una lettera di messa in mora. Segnala anche ad AGCOM e al Garante per la protezione dei dati personali (GPDP), che ha competenza specifica in materia di privacy.
C'è un errore nei miei dati sull'elenco telefonico: come lo correggo?
Per gli elenchi già pubblicati non è possibile correggere i dati stampati. Puoi però chiedere al gestore la correzione in tutti gli elenchi digitali (online, assistenti vocali, ecc.) e un risarcimento del danno, con una lettera di messa in mora. Segnala anche ad AGCOM.
Ho chiesto l'attivazione della fibra ma il vecchio gestore non libera la linea: come sblocco la situazione?
Intima al gestore che "non molla la presa" la liberazione immediata della linea entro una data precisa, con una lettera di messa in mora, chiedendo anche il risarcimento per i disagi subiti.

Segnala ad AGCOM. Se non si risolve, procedi con la conciliazione al Co.Re.Com (vedi la risposta sul guasto alla linea).
Mi hanno attivato un servizio (telefono, internet, suonerie, ecc.) senza che lo avessi richiesto: cosa faccio?
La mia connessione internet è molto più lenta di quanto mi è stato promesso: posso fare qualcosa?
Se il contratto prevede una velocità minima garantita che non viene rispettata, puoi chiedere la riparazione della linea e un risarcimento danni con una lettera di messa in mora.

Se invece il contratto non garantisce una velocità minima ma la differenza rispetto a quanto pubblicizzato è enorme, intima comunque al gestore di rispettare le condizioni contrattuali. Per documentare le prestazioni reali della tua linea usa lo strumento ufficiale Misura Internet di AGCOM: i risultati hanno valore probatorio nelle contestazioni formali.

Segnala anche ad AGCOM.
Mi hanno promesso l'attivazione (o il trasferimento) del servizio entro una certa data, ma non è ancora successo nulla: cosa faccio?
Puoi sollecitare l'attivazione o il trasferimento e chiedere i danni con una lettera di messa in mora al gestore, ancora di più se il contratto prevede un termine preciso non rispettato.

Segnala ad AGCOM. Se non si risolve, procedi con la conciliazione al Co.Re.Com e, se necessario, al giudice di pace.
Ho accettato un nuovo servizio ma ci ho ripensato: posso disdire?
Dipende da come è stato concluso il contratto:

Per telefono, online o fuori dai locali commerciali: hai diritto a recedere entro 14 giorni di calendario inviando una comunicazione scritta (raccomandata a/r o PEC). Attenzione: se il contratto è stato proposto per telefono, non può essere attivato nessun servizio fino a quando non hai firmato un contratto scritto — se ti hanno attivato qualcosa prima della firma, contesta subito con una lettera di diffida.

In negozio: non esiste il diritto di recesso legale nei 14 giorni. Leggi il contratto: alcuni gestori prevedono comunque una finestra di recesso.

Alcuni contratti fanno decorrere i 14 giorni dall'attivazione del servizio (non dalla firma), il che ti dà qualche giorno in più. Controlla il contratto per verificarlo.

Per approfondire, leggi la nostra scheda sul diritto di recesso.
Il gestore ha aumentato le tariffe senza avvisarmi: può farlo?
Il gestore può modificare il piano tariffario, ma deve dartene comunicazione preventiva con almeno 30 giorni di anticipo. Tu hai il diritto di accettare (il silenzio vale come accettazione) oppure di recedere senza penali entro quel termine.

Se non hai ricevuto alcun preavviso, contesta l'aumento con una lettera di messa in mora. Se non si risolve, procedi con la conciliazione al Co.Re.Com.
Sono titolare di un'attività commerciale: posso recedere dal contratto senza penali?
Sì, se hai firmato un contratto per adesione (già predisposto dal gestore, che hai potuto solo accettare integralmente senza negoziare le singole clausole). Specifica il tuo diritto nella raccomandata di recesso, diffidando dal richiedere penali.

Se il gestore insiste, procedi con la conciliazione al Co.Re.Com. Per approfondire, leggi il nostro Osservatorio legale sul punto.
Il gestore mi chiede costi di disattivazione per il recesso: è legittimo?
I costi di disattivazione sono ammessi solo se:
1. sono espressamente previsti nel tuo contratto;
2. sono giustificati al centesimo (devono corrispondere a costi reali sostenuti dal gestore).

Possono essere richieste anche le rate residue di un apparecchio acquistato a rate o la restituzione di promozioni godute. Se ti vengono chiesti importi non giustificati, contestali con una lettera di messa in mora.

I massimali per i costi di disattivazione sono stati definiti dall'AGCOM: verifica sul loro sito i valori aggiornati.
Ho fatto richiesta di conciliazione al Co.Re.Com ma i tempi si allungano: devo aspettare?
Per legge la conciliazione deve avvenire entro 30 giorni dalla ricezione della tua richiesta da parte del Co.Re.Com. Se i 30 giorni trascorrono senza che la procedura si concluda, sei libero di procedere direttamente al giudice di pace o di chiedere la definizione della controversia ad AGCOM o al Co.Re.Com.
Ho firmato un contratto telefonico tramite call center ma non ho mai ricevuto il documento cartaceo a casa: è regolare?
No. Se il contratto è stato proposto per telefono, il gestore è obbligato a inviarti copia del contratto che devi firmare. Senza la tua firma scritta o con firma digitale, il gestore non può attivare il servizio.

Se il servizio è stato attivato ugualmente, diffida il gestore con una raccomandata a/r o PEC e chiedi il ripristino del contratto precedente. Segnala anche ad AGCOM.
Mi hanno detto che la mia zona sarà coperta dalla fibra: ma nel frattempo posso usare il 5G o il FWA come alternativa?
Sì, e in molti casi è una soluzione ottima. Chi vive in zone non ancora raggiunte dalla fibra ottica ha oggi due alternative valide alla vecchia connessione su rame:

FWA (Fixed Wireless Access): una connessione internet "wireless fisso" che non richiede cavi ma usa antenne radio. Raggiunge velocità da 30 a 300 Mbps, sufficienti per streaming, smart working e videochiamate. Operatori come Eolo, TIM, Fastweb e Iliad offrono tariffe competitive e spesso senza vincoli. È la soluzione più diffusa nelle aree rurali e periferiche.

5G fisso: alcuni operatori (WindTre, Vodafone) offrono router 5G da usare a casa come sostituto della linea fissa, con velocità che possono superare i 100 Mbps. Funziona dove c'è buona copertura 5G.

Per verificare la copertura disponibile nel tuo indirizzo e confrontare le offerte, usa il Portale Offerte di ARERA o i comparatori indipendenti come SOStariffe.it.
Il gestore mi sta migrando forzatamente dalla vecchia connessione su rame alla fibra (o al FWA): devo accettare?
La dismissione delle centrali telefoniche in rame è in corso in tutta Italia (piano avviato da FiberCop/ex-TIM e approvato da AGCOM, con completamento previsto entro il 2028): se sei ancora su una connessione tradizionale che passa dal rame, prima o poi riceverai una comunicazione di migrazione.

Cosa devi sapere:
— Il gestore è obbligato a garantirti una soluzione alternativa di qualità almeno equivalente (fibra FTTH, FTTC o FWA).
— Se la migrazione comporta una modifica contrattuale che non accetti (cambio di prezzo, tecnologia diversa, nuovo modem, ecc.), hai diritto di recedere senza penali né costi di disattivazione entro il termine indicato nella comunicazione.
— Se il tuo numero di telefono fisso rimane lo stesso e le condizioni economiche non cambiano, il gestore non è tenuto a riconoscerti altro.

In caso di disservizi durante la migrazione, invia subito una lettera di messa in mora al gestore chiedendo il ripristino del servizio e il risarcimento dei giorni senza connessione. Segnala anche ad AGCOM.
Nel mio Comune la fibra non arriva ancora: ho qualche diritto?
Il Piano Nazionale Banda Ultra Larga (BUL) punta a portare connettività ad alta velocità a tutto il territorio italiano entro il 2026-2030, con priorità alle cosiddette "aree bianche" dove gli operatori privati non investono spontaneamente.

Se la tua zona è ancora scoperta, puoi:
— Verificare lo stato dei lavori nel tuo Comune sul sito ufficiale bandaultralarga.italia.it;
— Segnalare il problema al tuo Comune, che ha un ruolo attivo nel coordinamento con i soggetti attuatori del Piano BUL;
— Nel frattempo, valutare le soluzioni FWA o 5G disponibile nella tua zona (vedi la FAQ precedente).

Attenzione: avere il diritto teorico alla connettività non significa avere strumenti legali immediati per pretenderla: si tratta di un obiettivo di politica pubblica, non di un diritto individuale azionabile in giudizio.
Cos'è il canone RAI e chi deve pagarlo?
Il "canone RAI" è in realtà una tassa sulla detenzione di un apparecchio televisivo (o di qualsiasi altro dispositivo in grado di ricevere il segnale televisivo). Va pagata indipendentemente dall'uso che si fa del televisore: anche se è spento, rotto, o lo si usa solo per guardare contenuti in streaming.

Come si paga: il canone è addebitato direttamente nella bolletta dell'energia elettrica di chi ha un contratto luce intestato per la propria abitazione di residenza. L'importo viene spalmato in 10 rate mensili da 9 euro (o 18 euro bimestrali), da gennaio a ottobre. Chi non ha un contratto luce intestato (es. inquilino con utenze a nome del proprietario) paga con modello F24 entro il 31 gennaio.

L'importo per il 2025 e il 2026 è di 90 euro annui (era stato ridotto eccezionalmente a 70 euro solo per il 2024).
Il canone lo paga già un mio familiare: devo pagarlo anch'io?
Un unico nucleo familiare anagrafico (come risulta dallo stato di famiglia) paga un solo canone, anche con più televisori e in più abitazioni.

I coinquilini che non fanno parte dello stesso nucleo familiare anagrafico devono pagare il canone individualmente, anche se solo uno di loro ha il televisore.
Non voglio pagare il canone: come faccio?
Se in casa c'è un televisore, sei obbligato a pagare il canone perché è una tassa dello Stato. L'unico modo per non pagarlo è disfarsi fisicamente del televisore e presentare ogni anno all'Agenzia delle Entrate la dichiarazione sostitutiva di non detenzione (Quadro A). La scadenza per presentarla è il 31 gennaio per avere l'esenzione per l'intero anno; se la presenti tra il 1° febbraio e il 30 giugno, l'esenzione vale solo per il secondo semestre.

La dichiarazione si può inviare online tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate, tramite raccomandata o con l'aiuto di un CAF.

Visita la nostra sezione dedicata al canone RAI per tutti gli approfondimenti.
Se non guardo i canali RAI, posso non pagare il canone?
No. Il canone è una tassa sul possesso di un apparecchio televisivo, non sulla fruizione dei programmi RAI. Se hai un televisore, il canone si paga.
Ho Sky o altri servizi streaming: devo pagare lo stesso il canone RAI?
Sì, se possiedi un televisore (o un dispositivo adatto alla ricezione del segnale TV). Il canone è legato alla detenzione dell'apparecchio, non al tipo di abbonamento televisivo che hai.
Cosa rischio se non pago il canone senza presentare la dichiarazione di non detenzione?
Non pagare il canone quando dovuto è evasione fiscale. Lo Stato può rivalersi con gli strumenti ordinari: fermo amministrativo del veicolo, pignoramento di beni e altri provvedimenti esecutivi.
Ho pagato il canone RAI per errore o in eccesso: posso chiedere il rimborso?
Sì. Puoi richiedere il rimborso tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate o il portale ufficiale www.canone.rai.it. Per la procedura aggiornata visita direttamente questi portali istituzionali.
Posso disdire l'abbonamento Sky o altri canali satellite senza pagare penali?
In linea generale sì, ma attenzione ai costi di disattivazione. Questi sono ammessi solo se:
1. previsti nel contratto;
2. giustificati al centesimo (devono corrispondere a costi reali).

Se il gestore addebita costi non previsti o non giustificati, contestali con una lettera raccomandata a/r o PEC di diffida.
Gli anziani over 75 sono esenti dal canone RAI?
Sì, ma solo a certe condizioni. Il requisito principale è un reddito complessivo del nucleo familiare non superiore a 8.000 euro annui. Bisogna presentare apposita domanda all'Agenzia delle Entrate entro il 31 gennaio per l'esenzione annuale intera.

Una volta accolta la domanda la prima volta, l'esenzione si rinnova automaticamente negli anni successivi, salvo variazioni dell'intestatario della bolletta o del reddito.

Per tutti i dettagli e la modulistica aggiornata, leggi la nostra scheda pratica sull'esenzione per over 75.
Il canone RAI si paga anche per smartphone, tablet o computer?
Attualmente il canone è dovuto solo per gli apparecchi televisivi e per quelli specificamente predisposti per la ricezione del segnale TV. Smartphone, tablet e computer generici — usati per guardare Netflix, YouTube o RaiPlay — non sono soggetti al canone.

Nota: è in discussione da tempo un possibile aggiornamento normativo che potrebbe estendere il canone ai dispositivi mobili, ma ad oggi (marzo 2026) non è stato approvato nulla in tal senso. Tieni d'occhio gli aggiornamenti su questo tema.
Non sono potuto partire perché il passaporto era scaduto: posso rivalermi sull'agenzia di viaggi?
Dipende dal tipo di acquisto.

Biglietto singolo: salvo che il contratto lo preveda esplicitamente, non è compito dell'agenzia verificare la validità dei documenti di viaggio.

Pacchetto turistico (volo + hotel + altri servizi): l'art. 87 del Codice del Consumo obbliga il venditore o l'organizzatore a fornirti per iscritto, prima della conclusione del contratto, le informazioni sulle condizioni relative a passaporto e visto. Se queste informazioni non ti sono state date, puoi chiedere il risarcimento del danno all'agenzia e al tour operator tramite lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora.
La compagnia aerea ha smarrito o danneggiato i miei bagagli: cosa faccio?
Agisci subito all'aeroporto: vai all'ufficio Lost & Found, mostra il biglietto e il talloncino del bagaglio e compila il modulo di segnalazione (PIR — Property Irregularity Report). Questo documento è fondamentale per ottenere il risarcimento.

Le regole risarcitorie sono fissate dalla Convenzione di Montreal:
— per i danni: la denuncia va presentata entro 7 giorni dalla consegna;
— per lo smarrimento: entro 21 giorni dalla data prevista di consegna;
— il risarcimento massimo è di circa 1.288 DSP (diritti speciali di prelievo) per passeggero, indipendentemente dal peso del bagaglio — che equivale indicativamente a circa 1.600 euro (il valore esatto varia con i cambi).

Puoi anche chiedere il rimborso delle spese urgenti per acquisti necessari (vestiario ecc.), allegando le ricevute. Formalizza tutto con una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora alla compagnia.
Il volo è partito con molte ore di ritardo: quali sono i miei diritti?
Il Regolamento CE 261/2004 ti tutela. In caso di ritardo significativo hai diritto ad assistenza (pasti, bevande, comunicazioni) a partire da:
2 ore di ritardo per voli fino a 1.500 km;
3 ore per voli intracomunitari oltre 1.500 km e per gli altri voli tra 1.500 e 3.500 km;
4 ore per tutti gli altri voli.

Se il ritardo supera le 5 ore hai diritto al rimborso integrale del biglietto. Se sei costretto a pernottare, la compagnia deve provvedere all'hotel.

La Corte di Giustizia UE ha stabilito che per ritardi all'arrivo superiori a 3 ore hai diritto anche alla compensazione pecuniaria (da 250 a 600 euro a seconda della tratta), salvo "circostanze eccezionali" imprevedibili (es. condizioni meteo estreme, instabilità politica, ecc.).

Fai valere i tuoi diritti con una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora alla compagnia. Per approfondire, leggi la nostra scheda sui diritti dei passeggeri aerei.
Ho prenotato un albergo a 4 stelle ma ha le caratteristiche di un 3 stelle: cosa faccio?
Puoi contestare il disagio sia sul posto che in seguito. Indicativamente, un albergo a 4 stelle dovrebbe garantire (tra le altre cose): telefono e TV in camera, cambio biancheria almeno 3 volte a settimana, cambio asciugamani ogni giorno, portiere di notte, reception attiva 24 ore con almeno un dipendente, bar aperto almeno 16 ore, trasporto bagagli, personale che conosce almeno 2 lingue straniere.

Puoi usare il nostro modulo di richiesta rimborso per mancate prestazioni alberghiere. Documenta sempre i problemi con foto e tieni ricevute e comunicazioni.
Il volo è stato cambiato e ho perso un giorno di vacanza: come mi tutelo?
Hai due scelte: tornare a casa o raggiungere comunque il gruppo/la destinazione. Nel primo caso puoi chiedere la restituzione di quanto pagato; nel secondo puoi esigere il rimborso delle spese aggiuntive sostenute (altri biglietti, taxi, ecc.).

La richiesta va fatta al tour operator entro 10 giorni dal rientro, allegando tutta la documentazione delle spese. Puoi anche chiedere il risarcimento del danno da "vacanza rovinata", ma in quel caso potrebbe essere necessario rivolgersi al giudice di pace.

Usa il nostro modulo per la richiesta di rimborso e danni per viaggi organizzati.
Mi hanno rubato qualcosa che avevo lasciato in camera d'albergo: l'albergo è responsabile?
Sì. Il cartello "la direzione declina ogni responsabilità" non ha valore legale. L'art. 1783 del Codice Civile stabilisce che l'albergatore risponde di deterioramento, distruzione e sottrazione delle cose portate dal cliente in albergo.

Appena ti accorgi del furto: denuncia il fatto all'albergatore (per iscritto) e presenta denuncia all'Autorità di polizia. Il risarcimento massimo è pari a 100 volte il prezzo giornaliero della camera. Se invece avevi consegnato il bene in custodia alla reception, l'albergo risponde per il valore integrale.

Usa il nostro modulo di richiesta risarcimento.
Ho prenotato una vacanza in un Paese ora segnalato come "a rischio" dalla Farnesina: posso disdire senza penali?
Se il Ministero degli Esteri italiano sconsiglia esplicitamente di recarsi in quella destinazione e il tour operator cancella il viaggio, hai diritto a un pacchetto alternativo equivalente o al rimborso entro 7 giorni lavorativi dalla cancellazione.

Se invece il tour operator non cancella, tocca a te decidere. In quel caso potresti dover pagare le penali contrattuali, a meno che il rischio non sia così serio da configurare una "impossibilità sopravvenuta". Se ritieni che il viaggio sia troppo rischioso, metti la situazione per iscritto al tour operator con una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora, chiedendo un viaggio alternativo o il rimborso.

Tieni presente che in nessun caso hai diritto a un risarcimento aggiuntivo per il mancato viaggio.
Il mio volo è stato cancellato: ho diritto a un risarcimento?
Sì, salvo circostanze eccezionali imprevedibili. Il Regolamento CE 261/2004 prevede che in caso di cancellazione tu abbia diritto:
— al rimborso integrale del biglietto oppure all'imbarco su un volo alternativo;
— alla compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro a seconda della tratta (a meno che la compagnia non ti abbia avvisato con almeno 14 giorni di anticipo o ti abbia offerto un volo alternativo con tempi simili).

Fai valere i tuoi diritti con una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora alla compagnia. Per approfondire, leggi la nostra scheda sui diritti dei passeggeri aerei.
La compagnia mi chiede un sovrapprezzo per il carburante dopo aver acquistato il biglietto: è legittimo?
Solo in parte. Gli aumenti del prezzo sono ammessi solo se previsti contrattualmente e per motivi precisi e documentabili (variazioni del costo dei trasporti, del carburante, dei cambi o delle tasse). Per i pacchetti turistici, l'aumento non può superare il 10% del prezzo originario e non può essere comunicato nei 20 giorni precedenti la partenza.

Se l'aumento non rispetta queste condizioni, puoi pretendere il rispetto del prezzo originario o la risoluzione del contratto con rimborso. Fai valere i tuoi diritti con una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora.
Vacanza rovinata da disservizi: come chiedo i danni?
Clicca qui per accedere al modulo di richiesta rimborso e danni per viaggi organizzati. Ricorda di documentare tutto sul posto (foto, testimonianze, ricevute di spese aggiuntive) e di inviare il reclamo entro 10 giorni dal rientro.
Mi è stato notificato un verbale: come posso fare ricorso?
Hai due possibilità:
— ricorso al giudice di pace del luogo dove è stata commessa l'infrazione: entro 30 giorni dalla notifica;
— ricorso al Prefetto della provincia dove è avvenuta l'infrazione: entro 60 giorni dalla notifica.

Trova tutte le informazioni su tempi, modalità e modulistica nella nostra scheda pratica sulle sanzioni al Codice della Strada.
Per quali motivi posso fare ricorso contro una multa?
Le motivazioni più frequenti sono:
— trascrizione errata dei dati anagrafici del proprietario o del veicolo (targa, colore);
— mancanza o errore della norma violata;
— mancanza dei dati dell'agente accertatore o verbale non firmato;
— mancanza o errore del giorno, ora o luogo dell'infrazione;
— errore nella lettura della targa o mancata corrispondenza con le caratteristiche del veicolo;
— notifica avvenuta oltre 90 giorni dall'identificazione del trasgressore;
— assenza del segnale stradale pertinente;
— mancata indicazione della relativa ordinanza (art. 45 CdS e art. 77 Reg. CdS);
— fatto svolto diversamente da quanto descritto nel verbale (solo se puoi dimostrarlo con prove certe e inconfutabili);
— mancata o inadeguata indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata.

Per approfondire, leggi la nostra scheda sull'argomento.
Posso fare ricorso perché non sono stato fermato immediatamente al momento dell'infrazione?
Non sempre. La legge ammette il mancato fermo immediato nei casi previsti dall'art. 201 del Codice della Strada (es. impossibilità di agire in sicurezza, disposizione del Prefetto). In ogni caso, il verbale deve riportare chiaramente la motivazione del mancato fermo. Se la motivazione è vaga o tu puoi dimostrare il contrario (ad esempio che il fermo sarebbe stato possibile in sicurezza), puoi fare ricorso.

Leggi la nostra scheda sull'argomento.
Sul verbale hanno sbagliato il modello della mia auto o ci sono imprecisioni: posso fare ricorso?
Dipende dall'entità dell'errore:
targa errata: puoi certamente fare ricorso;
modello o colore sbagliato: puoi fare ricorso se l'errore pregiudica l'identificazione del veicolo; se invece si tratta di un'imprecisione irrilevante (es. "verde chiaro" invece di "verde scuro"), difficilmente il giudice ti darà ragione.

Il ricorso va presentato al giudice di pace entro 30 giorni o al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica.
Conviene più ricorrere al giudice di pace o al Prefetto?
Leggi la nostra scheda comparativa sulle due procedure. In sintesi: il giudice di pace è preferibile quando vuoi anche chiedere un risarcimento dei danni.
Se faccio ricorso e perdo, il giudice mi raddoppia la multa?
Prima di tutto chiedi nel ricorso la sospensione dei termini per il pagamento della sanzione ridotta (puoi usare il nostro modello di ricorso).

Il giudice non sempre concede la sospensione, ma nella grandissima maggioranza dei casi — anche se perdi — non raddoppia la sanzione. Leggi la nostra scheda per i dettagli.
Posso richiedere la foto e la documentazione di una multa con autovelox?
Sì, puoi richiederla direttamente all'organo di polizia che ha rilevato l'infrazione. L'obbligo di legge prevede che ti venga mostrata la documentazione di persona; non è obbligatorio inviartela per posta, ma molti uffici lo fanno lo stesso previo pagamento di un contributo spese. Vale la pena chiedere.

Leggi la nostra scheda sull'argomento.
Mi sono arrivate più multe per la stessa infrazione: posso pagarne una sola?
Dipende da dove è avvenuta l'infrazione:
— in zona pedonale urbana o ZTL: devi pagare tutte le sanzioni individualmente;
fuori dalle suddette zone: puoi fare ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica della prima multa, invocando l'art. 198 del Codice della Strada (concorso di violazioni).

Leggi la nostra scheda specifica sul concorso di violazioni.
Ho ricevuto una cartella esattoriale per una multa: quando e come posso fare ricorso?
Puoi fare ricorso avverso la cartella esattoriale entro 30 giorni dalla notifica presso il giudice di pace. In questo tipo di ricorso puoi eccepire solo vizi formali (es. irregolarità nella notifica), non questioni relative al merito della multa originaria.
Mi chiedono di pagare un bollo auto non pagato anni fa: la richiesta è ancora valida?
Il bollo auto si prescrive in 3 anni dalla scadenza. Verifica se nel frattempo hai ricevuto raccomandate di sollecito (che interrompono la prescrizione). Se i 3 anni sono trascorsi senza interruzioni, puoi richiedere la cancellazione bonaria del debito (con rilascio di liberatoria) oppure presentare ricorso.

Leggi la nostra scheda sull'argomento.
Ho ricevuto una multa per non aver comunicato i dati del conducente: posso fare ricorso?
Puoi fare ricorso se hai una motivazione valida: ad esempio, non avevi ricevuto il primo verbale o questo non indicava chiaramente come e dove comunicare i dati del conducente. Non basta invece sostenere di non conoscere la normativa.
La multa mi è stata notificata oltre i 90 giorni: posso fare ricorso?
I 90 giorni decorrono dall'identificazione del trasgressore (non necessariamente dal giorno dell'infrazione) e si considerano rispettati con la consegna del verbale alle Poste.

Attenzione: il ritardo può essere giustificato in alcuni casi (auto a noleggio, cambio di residenza, ecc.). Chiedi all'ente accertatore la spiegazione del ritardo e, se non ti convince, fai ricorso al giudice di pace o al Prefetto.
Ho preso una multa in una zona con strisce blu: posso contestarla?
Puoi contestarla se il Comune non ha previsto aree di parcheggio gratuito alternative in quella zona (fatta eccezione per le zone di particolare rilievo urbanistico, dove la legge lo consente). Verifica prima con il Comune, e se hai ragione puoi fare ricorso al giudice di pace.
Ho ricevuto una multa per un'infrazione commessa in una città dove non sono mai stato: cosa faccio?
Raccogli subito la documentazione che provi la tua assenza (ricevute, testimonianze, ecc.) e contatta l'organo che ha emesso la multa (polizia locale, ecc.) chiedendo direttamente l'annullamento e allegando le prove.

Se la multa non viene annullata entro i termini di ricorso, presenta ricorso al giudice di pace della città dove è stata contestata l'infrazione, allegando tutta la documentazione raccolta.